Torniamo a parlare di Aaron Swartz in occasione del decennale dalla scomparsa

Un’opera puntuale e precisa che analizza i fatti, lasciando da parte valutazioni soggettive

Aaron Swartz ha realizzato in soli 27 anni quello che molte persone non riescono a compiere in una vita intera.

La sua morte, avvenuta per suicidio il 13 Gennaio 2013, ha lasciato un profondo vuoto nella comunità del software e dell’informazione libera.

In occasione del decennale della scomparsa, il Professore Giovanni Ziccardi pubblica un’opera liberamente distribuita e interamente in italiano che ne ripercorre l’intera storia.

La missione di Aaron Swartz

Cresciuto nei sobborghi benestanti di Chicago, fin dalla tenera età apprende i rudimenti dell’informatica grazie al lavoro del padre e il supporto della madre.
A 12 anni è già un proficuo programmatore e collabora (spesso anche in incognito per nascondere la sua vera età) a importanti progetti di ricerca e sviluppo in ambito informatico.

A 13 anni vince il premio ArsDigita che garantisce una visita al MIT. La sua fame di conoscenza spinge Swartz a collaborare con esperti di computer networking (tra i quali Tim Berners-Lee), fino a divenire co-autore della specifica RSS.

Il testo esplora ordinatamente le diverse fasi della vita di Aaron. L’abbandono della scuola, l’ingresso in Y Combinator chiamato direttamente da Paul Graham, il lavoro in Reddit come co-founder e la relativa exit, lo studio a Stanford, l’attivismo. Anche i malesseri, i dubbi esistenziali, gli ideali.

Sempre seguendo le sue inclinazioni, che lo porteranno a cambi vita radicali, Aaron abbraccia posizioni più estremiste e vicine alla politica.

L’intersezione tra tecnologia e politica danno vita al Guerrilla Open Access Manifesto. Seguono azioni mirate a rendere libere grandi quantità di informazioni.

La grande trasparenza, talvolta sconfinante nell’ingenuità, che caratterizza Aaron Swartz, si ritorce contro di lui.

Viene individuato dalle autorità in più occasioni e bollato come elemento sovversivo, fino a diventare un capro espiatorio nel clima di crescente paranoia di attacchi informatici del governo statunitense.

In particolare il download di documenti dalla libreria scientifica JSTOR all’interno del MIT lo renderà potenzialmente colpevole di numerosi capi d’accusa, con una pena che sommata avrebbe portato anche a 35 anni di carcere.

La disputa legale si protrae per oltre un anno, dilapidando il patrimonio della famiglia Swartz.

Probabilmente esasperato dalla pressione legale e mediatica del processo, isolato dai suoi cari e confuso riguardo al futuro, Aaron si toglie improvvisamente la vita, senza lasciare alcun messaggio.

L’eredità di Aaron Swartz

L’opera di Ziccardi si sofferma ad analizzare il lascito, l’eredità di Aaron Swartz. Un bagaglio importante, sia dal punto di vista pratico nelle sue creazioni e contributi (Infogami, Reddit, Open Library,  Tor2Web, Creative Commons, Watchdog, SecureDrop, StrongBox) sia da quello più filosifico e se vogliamo utopico, di un internet libero e di un’informazione senza barriere, un mondo senza paywall.

Il testo di Ziccardi

Giovanni Ziccardi pubblica un’opera importante, che si configura come testo di riferimento per l’editoria italiana e non solo sulla tematica. Sono state consultate e tradotte numerosissime fonti, incluse le oltre 200 pagine di documentazione processuale redatta dal MIT, articoli del blog, interviste, articoli di giornale.
Ziccardi non entra nel merito della vicenda, apprezzabilmente limitandosi ai fatti e lasciando al lettore trarre eventuali conclusioni di merito sulle responsabilità dei singoli.

Il testo è liberamente distribuito e scaricabile dal sito di Milano University Press. Ad oggi è stato scaricato oltre 4’000 volte.

Aaron Swartz: per approfondire

Il materiale su Aaron Swartz reperibile in rete è davvero moltissimo, ma non è organizzato sistematicamente.

Per approfondire, segnaliamo:

L’autore

Giovanni Ziccardi (Castelfranco Emilia, 1969) è professore di Informatica Giuridica all’Università degli Studi di Milano.

È coordinatore del Centro di Ricerca in Information Society Law (ISLC) e membro del Comitato Etico e del Comitato Sicurezza ICT dell’Ateneo.

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